Golf, ambiente e biodiversità
I percorsi di golf nella loro più ampia estensione che comprende le buche, le zone di semirough e rough, fino alle aree con bassa o nulla manutenzione rappresentano spazi utilizzati dalla fauna sia come passaggio, sia come punto di alimentazione, nidificazione, sosta ecc.
Il perché va ricercato nel precedente uso del territorio: tane, nidi, passaggi erano presenti anche prima della costruzione del percorso stesso, pertanto le popolazioni animali continuano a utilizzare gli stessi spazi adeguando o modificando le loro attività sulla base della trasformazione del territorio.
Quelli che l’uomo chiama “danni” rientrano nel naturale utilizzo degli spazi e dei territori da parte della fauna, laddove ciò contrasta con le attività antropiche si interviene con sistemi di gestione.
Il golf è uno sport nato nell’ambiente naturale e come tale si prefigge la sua salvaguardia e rispetto. La Federazione ha uno staff specifico, che si occupa di tappeti erbosi e sostenibilità ambientale: la “Green Section” (sezione tappeti erbosi) costituita da tre agronomi e una naturalista.
Biogolf è inoltre un marchio che è stato predisposto dalla Federazione Italiana Golf con, Federparchi, Fondazione Univerde, Golf Environment Organisation e Legambiente. Trattasi di linee guida formulate per una nuova alternativa nell’ambito del golf ecocompatibile e sostenibile. La normativa italiana e internazionale elenca le specie e il loro status di conservazione pertanto ogni intervento in materia faunistica segue le direttive vigenti.
Proprio per tutti questi elementi, AS – Ambienti Sani ha voluto dedicare uno spazio cospicuo al rapporto tra sport e pest management.
Nello specifico, con l’intervista a Marta Visentin, naturalista e consulente ambientale FIG. Laureata presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma con tesi “Il ruolo dei percorsi di golf per la conservazione dell’avifauna”, dal 2000 è consulente della Federazione Italiana Golf a seguito del progetto “Impegnati nel verde”, nonché docente dei corsi dedicati all’Ambiente presso la Scuola Nazionale di Golf. Si occupa di natura, paesaggio, patrimonio culturale, attività di ricerca scientifica e didattica nei circoli italiani. Dal 2008 è verificatore della Golf Environment Organization. Autrice e co-autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, libri e articoli sulle tematiche ambientali.
Abbonati alla rivista per leggere l’articolo integrale
