Verifica dell’efficacia abbattente su aedes albopictus di un formulato isetticida a base di piretrine naturali

Il mercato italiano offre vari prodotti insetticidi a base di piretrine 

e, soprattutto, di piretroidi

Veronesi Rodolfo1, Marco Carrieri1, Dario Guidi2, Enrico Luciani2, Romeo Bellini1

1Centro Agricoltura Ambiente “G.Nicoli”, Crevalcore (BO)

2ANTEA, Comacchio (FE)

Le cosiddette Piretrine includono sei composti (piretrina-1, piretrina-2, cinarina 1, cinarina 2,

jasmolina 1 e jasmolina 2) con spiccate proprietà insetticide, tutti presenti nella polvere

essiccata dei capolini della margherita del piretro (Chrysanthemum cinerariaefolium, fam.

Compositae). L’effetto tossico negli insetti si ha quando le piretrine penetrano nella cuticola e raggiungono le cellule nervose nelle quali si legano ai canali del sodio di membrana, strutture responsabili della trasmissione del segnale nervoso. Il legame delle piretrine nei canali del sodio rallenta e altera il normale flusso degli ioni, con conseguente ipereccitazione e paralisi, che porta a morte l’insetto. Il mercato italiano offre vari prodotti insetticidi a base di piretrine e, soprattutto, di piretroidi (che di queste sono gli analoghi sintetici) destinati all’uso professionale e non, per soddisfare una domanda che negli ultimi decenni, l’insediamento della Zanzara Tigre ha fatto crescere sensibilmente.

Le piretrine mostrano rapida fotodegradazione all’aperto con tempi di emivita da 2 ore a 2

giorni, ragione che ha stimolato la sintesi di nuove molecole, comprese nella categoria dei

piretroidi, dottate di maggiore tossicità e persistenza. Se contro insetti fitofagi o striscianti

all’interno di edifici, la lunga emivita dei piretroidi può rappresentare una proprietà utile, nella

lotta alle zanzare in ambiente aperto la persistenza ne aumenta gli effetti collaterali. Oltre al

danno ambientale legato al largo spettro d’azione insetticida e ai rischi per la salute, la

persistenza contribuisce allo sviluppo della resistenza da parte delle zanzare, fenomeno

osservato di recente nei confronti di permetrina e cipermetrina in popolazioni di Zanzara Tigre

in alcuni luoghi della nostra penisola. La mitigazione di tali impatti negativi richiede un ricorso

oculato agli adulticidi che dovrebbero essere impiegati soltanto in caso di assoluta necessità e

laddove sia concreto il rischio di trasmissione di malattie da arbovirus con vettore zanzara. In

subordine vi è la scelta del principio attivo che può trovare nelle piretrine, rispetto alle attuali

conoscenze tossicologiche e per la loro rapida foto-decomposizione, un male minore. Peraltro,

tale orientamento è possibile che sia rafforzato dagli effetti dell’applicazione del Regolamento

UE Biocidi che nel breve-medio periodo probabilmente ridurrà l’assortimento dei principi attivi

da utilizzare per la lotta alle zanzare all’aperto a favore delle molecole con profilo tossicologico

più “rassicurante”.

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