Perché una Confederazione Europea dell’Industria della Disinfestazione

CEPA riunisce sessantacinque 

associazioni nazionali in più di venti Paesi dell’Unione europea

di Monica Biglietto

Vicepresidente CEPA

La Confederazione Europea del settore della disinfestazione vede impegnati in associazione più di 20 paesi europei, che rappresentano l’80% dell’attività di pest control in Europa e contano oltre 10.000 imprese in Europa. L’obiettivo condiviso è valorizzare il ruolo del disinfestatore professionista, quale depositario delle conoscenze interdisciplinari necessarie ad attuare servizi efficaci a supporto della salubrità dei luoghi, ma nel rispetto dell’ambiente, della fauna e della dignità degli animali.  In linea con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, si ribadisce la necessità che strutture ed aree urbane siano protette dagli organismi, che possono comportare rischi per la salute dei cittadini, con azioni consapevoli ed ecosostenibili.

Il percorso è supportato dalle restrizioni già in vigore con il regolamento relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi (Regolamento (Ue) 528/2012), in cui è definita chiaramente l’assegnazione dell’impiego delle sostanze disinfestanti a professionisti; sulla base di queste indicazioni è stata rafforzata la necessità di riconoscere un percorso formativo strutturato, per conseguire il riconoscimento come disinfestatore professionista.

Inoltre nel corrente decennio del Green Deal, la sfida del CEPA è quella di valutare e sostenere i possibili strumenti di cui possono disporre i disinfestatori preparati ad azioni mirate e funzionali. Questo è possibile solo se si concepisce la disinfestazione realizzata da operatori esperti, ovvero dotati di conoscenze specifiche nelle diverse discipline indispensabili per svolgere il pest control efficacemente (citando solo i fondamenti di questa professionalità è necessario un percorso formativo sulla biologia degli infestanti, la gestione dei prodotti chimici, la gestione rifiuti, la geomorfologia del territorio da proteggere). 

Se dunque da una parte si lavora alacremente sulla determinazione di un percorso formativo che sia riconosciuto dal parlamento Europeo alla stregua di altre professionalità presenti nel settore sanitario, come biologi e medici, dall’altra si indaga lungo tutta la filiera del pest control acquisendo dai richiedenti dei servizi di disinfestazione, ai disinfestatori, alle associazioni di categoria le informazioni relative alle modalità sostenibili per la gestione delle infestazioni attuate o attuabili nei propri territori. 

Si stima infatti che tra 10 anni le modalità operative dei disinfestatori saranno definitivamente rivoluzionate, in quanto il “distributore di veleni”, sarà soppiantato dalla richiesta di un tecnico esperto in grado di risolvere o mitigare un’infestazione utilizzando solo come ultima risorsa un biocida. La pratica del pest management porterà, infatti, a comprendere le caratteristiche della fauna locale, le precarietà del territorio e delle strutture da proteggere ed il ruolo dell’esperto sarà orientato a far realizzare azioni di isolamento strutturale, di gestione igienico-sanitaria, integrando con sistemi di cattura massale, di repellenza incruenta, di confusione sensoriale e delle svariate azioni di allontanamento naturale e fototrappolaggi. 

Monica Biglietto

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